Horror

The Outsider di Stephen King: un horror vestito da thriller.

The Outsider
Foto di Stefan Keller da Pixabay

The Outsider di Stephen King è uno dei tanti capolavori del maestro dell’horror. Un’opera che mostra la classe dello scrittore statunitense. La sua capacità di scrivere sempre qualcosa di diverso. Di innovativo. Proprio come questo romanzo. Un romanzo la cui componente horror si scopre soltanto nella seconda metà. Scopriamo insieme la recensione di The Outsider.

The Outsider: trama.

The outsider copertina
Copertina del libro

The Outsider si apre con un arresto. Terry Maitland viene arrestato di fronte a tutto il paese di Flint City. Un arresto spettacolare che sconvolge la cittadina. L’accusa è delle più gravi. Aver ucciso un ragazzo di undici anni dopo averlo violentato. Ma le prove contro l’allenatore di baseball sono schiaccianti. Testimoni oculari, impronte digitali e persino il Dna.

Nessuno crede al professor Terry Maitland quando dice di essere innocente. Tranne il suo avvocato Howie Gold. Questo in poco tempo riesce a trovare prove altrettanto schiaccianti della sua innocenza.

La verità sembra però allontanarsi per sempre alla vigilia del processo. Scacciata dal caos che ne impedisce il regolare svolgimento. Ma il detective Ralph Anderson non si dà pace. Continuando così a indagare sulla faccenda. Arrivando a scoprire cose che non avrebbe mai voluto vedere. Come la vera identità dell’assassino.

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The Outsider: confusione di stili.

Stephen King
Stephen King

Come ho detto in apertura, The Outsider non sembra un horror. La prima metà del libro è un classico poliziesco. La trama ruota interamente attorno all’omicidio del piccolo Frank. Alle prove così schiaccianti contro di lui. E a quelle così spudoratamente a favore. Condividiamo con il detective Anderson lo sconforto per questa assurdità. Perché una persona non può essere in due posti diversi allo stesso tempo. Nonostante le prove sembrino dire il contrario.

Anche dopo gli eventi fuori dal tribunale, il registro non cambia. Si tratta sempre di un’indagine, pertanto segue i canoni di quel genere. Ma qui, lentamente, fanno la sua comparsa gli elementi horror. Elementi dapprima soltanto accennati. Un po’ come in Hill House. Elementi di cui non si riesce a stabilire se esistano davvero.

Poi, le cose prendono lentamente forma, grazie anche all’arrivo di Holly Gibney. La detective apparsa in altre opere di Stephen King rompe il velo. Mostrando agli altri quelle cose che non volevano vedere.

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Suspense e coerenza.

Anche in The Outsider Stephen King gestisce perfettamente la suspense. Ci troviamo di fronte a qualcosa di semplice, di già risolto. Ma proprio come ci aspettiamo, le cose si complicano. Avvertiamo che qualcosa non torna. Il dubbio si fa certezza, ma la spiegazione è sempre più lontana. Ci ritroviamo così persi come il protagonista, il detective Anderson. Incapaci di vedere quella realtà.

The Outsider horror
Foto di Jasmin Key da Pixabay

La parte migliore del romanzo è secondo me proprio questa. Una lotta con la razionalità forse non particolarmente originale per il genere. Ma descritta in maniera impeccabile. Tanto da avermi lasciato attaccato alle pagine del romanzo.

Un’altra grande qualità del romanzo è la sua coerenza. Una coerenza difficile da mantenere, viste le tante contraddizioni. Eppure, tutto fa parte di un disegno ben preciso. Niente è lì senza un motivo, e quel motivo alla fine ci viene mostrato. Un elemento fondamentale per un romanzo simile. Perché in The outsider Stephen King ci porta in un mondo surreale. Senza però che ce ne accorgiamo. La sua attenzione al dettaglio infatti rende tutto credibile. Fino alla fine.

Einaudi

The Outsider di Stephen King è un ottimo romanzo horror. Un libro da leggere tutto d’un fiato, nonostante le oltre 500 pagine. Un libro da cui imparare come gestire il ritmo della narrazione. Come costruire con cura e maestria una trama solida. Credibile anche quando parla di elementi irrazionali.

Pubblicato da Lorenzo Bobbio

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Scrittore e Copywriter per il web, da sempre appassionato lettore ed eterno curioso.

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